
L’ingegner Giuliano Zuccoli è morto sabato 11 febbraio. Ci ha lasciato pochi giorni dopo avere abbandonato il posto di lavoro e la plancia di comando. Personalmente ho passato accanto a lui oltre 15 anni della mia vita professionale ed ho imparato moltissimo, sia in ambito tecnico che gestionale. Alla sua capacità intuitiva e concreta dobbiamo l’ideazione e la nascita della Fondazione EnergyLab.
Un uomo integro, radicato nella fede alla famiglia e nel legame con la propria tradizione valtellinese, che ha fino in fondo fatto il suo dovere di dirigente e amministratore di aziende. Quella di Giuliano Zuccoli è una personalità che ha attinto i suoi tratti dalle valli alpine, forgiata nelle acciaierie dell’hinterland e compiuta nel settore della produzione idroelettrica. Si spiega così un’equilibrata sensibilità del valore del tempo, che gli permetteva di distinguere sapientemente il momento della semina da quello del raccolto, con la rocciosa pazienza di chi sa attendere la stagione giusta.
Una professionalità completata dalla capacità di riconoscere le novità che avrebbero potuto durare ed investire in esse, cui faceva da contrappunto un istintivo rifiuto rispetto alle mode economiche più o meno speculative. Penso alla diffidenza con cui ha prevalentemente letto il passaggio della “Net economy” o la più recente stagione degli incentivi a pioggia al fotovoltaico. La sua passione tecnica per la produzione elettrica era nota, in particolare la conoscenza dei sistemi idroelettrici: l’intelligente opera di potenziamento del sistema produttiva dell’Alta Valtellina ne resterà l’emblema. Ma come non ricordare anche la scelta della centrale termoelettrica di Cassano, il sostegno alle tecnologie di cogenerazione per la città di Milano, la campagna di diffusione del gas naturale per il riscaldamento o l’integrazione in un unico operatore della rete di distribuzione elettrica.
Questa grande competenza tecnica ha comunque fatto da fondamenta alla sua riconosciuta capacità gestionale e strategica della società. Con capacità ideale ha inseguito il progetto della creazione di un grande gruppo con connotazione italiana che giocasse la partita europea. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere l’analogia calcistica “dobbiamo posizionarci ai vertici del campionato nazionale e partecipare da protagonisti alla Champions League”.
L’ingegner Zuccoli aveva anche convinzioni importanti e, talvolta, controcorrente: nell’estate del 2007 è stato il primo a capire che, dopo vent’anni di ostracismo, si poteva riaprire il dialogo sulla “fonte nucleare” e a ricordare al Paese quanto fosse dannoso l’aver seppellito questa tecnologia solo per ragioni ideologiche. Come non ricordare infine quando mi introdusse all’idea del rilancio della mobilità elettrica, nel concreto sogno di creare un sistema logistico e distributivo che nei prossimi anni consenta di dare prospettiva alle auto e alle moto con propulsore elettrico, che tanto possono contribuire alla sostenibilità ambientale e alla qualità dell’aria nelle nostre città.
Nel ruolo di Presidente, Giuliano Zuccoli è stato ai vertici societari per un lungo periodo, grazie anche al perspicace sesto senso sull’evoluzione degli equilibri finanziari e politici e alla dote di saper comunicare agli azionisti ed alle istituzioni, in modo essenziale e convincente, quei pochi grandi progetti che riteneva tenessero nel presente e avessero un futuro.
Infine un ricordo per noi di EnergyLab. Nella tarda primavera del 2007 cominciò ad elaborare l’idea di un soggetto indipendente che favorisse l’innovazione nel settore energetico attingendo alle formidabili competenze disponibili nelle Università e nei Centri di Ricerca lombardi. Ne parlammo a cinque Rettori ed al Governatore della Regione. Una idea precisa fin da subito: “dobbiamo fare qualcosa che non si limiti ad essere un Osservatorio da Centri Studi o un Sindacato a difesa degli interessi delle aziende. Ci serve un Laboratorio, un insieme di persone virtuose e competenti che dialoghino e facciano proposte per sostenere concreti progetti di sviluppo nel settore energetico“.
L’idea prese corpo grazie alla serietà del progetto e delle personalità coinvolte. Fu l’ingegner Zuccoli a radunare presso un illustre notaio, nel settembre 2007, i Rettori e a promuovere la firma dell’atto costitutivo. Per sua natura una Fondazione prosegue la visione ed il mandato dei suoi Fondatori e noi, ora che ci ha lasciato, ci impegneremo a farlo.
Porgendo le nostre più sentite condoglianze alla moglie, sempre al suo fianco, ed ai tre figli, affidiamo alla Madre della fede valtellinese, la Madonna del Santuario di Tirano, il dolore di noi tutti.
Silvio Bosetti






