
Intervento di Roberto Potì, Vice Presidente esecutivo di International, Renewables and Special Projects per Edison.
Quale parte integrante dell’Unione Europea, l’Italia condivide in ambito energetico gli obiettivi comunitari di sicurezza e competitività delle forniture energetiche, di tutela ambientale e della salute umana e di sviluppo industriale.
Ognuno di questi obiettivi deve essere pertanto perseguito attraverso la definizione di opportuni strumenti di indirizzo strategico in ambito nazionale che, eventualmente, integrino specifiche misure già presenti in ambito europeo.
Nella stesura della Strategia Energetica Nazionale si deve tener conto delle specificità dell’Italia rispetto all’UE, come ad esempio il fatto che sia tra i Paesi a più alta dipendenza energetica dall’estero (oltre l’80% rispetto alla media europea che non raggiunge il 60%) e con una “bolletta energetica” che rappresenta alcuni punti percentuali di PIL. Tale dipendenza è di carattere strutturale essendo la nostra un’economia basata sui combustibili fossili, principalmente gas e petrolio, e non disponendo di ingenti risorse fossili nazionali.
La stesura della Strategia Energetica Nazionale offre le basi per ridisegnare il sistema energetico nazionale rendendolo più competitivo e garantendo uno sviluppo industriale trainato da nuovi investimenti.
La sicurezza delle forniture energetiche può essere perseguita primariamente con il contenimento della dipendenza dall’import attraverso efficienza energetica, fuel switching e massimizzazione delle produzioni nazionali (fonti fossili e non).
A tal proposito non va trascurata l’importanza dello sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nazionali che consentono tra l’altro lo sviluppo di un know how ad alto contenuto tecnologico (esportato anche all’estero), con benefici economici estesi anche all’indotto dal settore energetico. Le limitazioni allo sfruttamento delle risorse domestiche sono una grossa perdita di valore per l’Italia e ostacolano la compensazione del declino delle produzioni attuali.
In tema di sicurezza delle forniture va inoltre giustamente valorizzato il ruolo del gas naturale, considerando che un suo elevato utilizzo non costituisce a priori un problema per la sicurezza degli approvvigionamenti. In tal senso devono comunque essere intrapresi nuovi investimenti in stoccaggi e in capacità di esportazione Sud-Nord (reverse flow) per ottimizzare la capacità già esistente, devono essere contrattualizzate forniture competitive attraverso lo sviluppo di nuove rotte di approvvigionamento ed il mercato deve diventare adeguatamente liquido.
L’Italia può inoltre diventare un paese-chiave nello sviluppo del sistema gas europeo, che può contare per questa fonte su ampie disponibilità per il futuro, grazie a risorse globali in grado di garantire 250 anni di consumi ai livelli attuali e maggiormente distribuite grazie allo sviluppo di risorse non-convenzionali.
Il ruolo del gas naturale nella generazione elettrica
1. Inteso come passaggio da filiere meno efficienti ad altre più efficienti, che consentirebbe di ridurre le importazioni di combustibili. Lo sviluppo del trasporto merci su rotaia a scapito di quello su gomma, o delle pompe di calore in sostituzione delle caldaie a gas, sono solo due azioni concrete da poter intraprendere.
2. La decarbonizzazione dell’economia nel lungo termine richiederà significativi investimenti in tecnologie a basse emissioni.
Secondo gli scenari dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, in Europa tutti i combustibili fossili ad esclusione del gas vedranno un significativo ridimensionamento del loro ruolo nel mix di generazione elettrica.
L’Italia ha anticipato il trend europeo installando un efficiente parco termoelettrico alimentato a gas naturale (CCGT) in grado di soddisfare le necessità di produzione da fonte fossile ed in grado di assumere progressivamente il ruolo di back-up per lo sviluppo delle rinnovabili. La creazione di un mercato unico europeo (market coupling) consentirà inoltre l’ottimizzazione del funzionamento del parco elettrico nazionale.
La definizione della Strategia Energetica del Paese deve valorizzare nel breve termine le risorse disponibili e tracciare le linee guida per lo sviluppo di lungo termine:
- RES: lo sviluppo delle fonti rinnovabili deve avvenire in modo efficiente e diversificato, tale da non compromettere la competitività del sistema energetico;
- E&P: è necessario valorizzare lo sfruttamento delle risorse domestiche per evitare perdite di valore per l’Italia, contenere il declino delle produzioni attuali;
- CCGT: non sono necessari nuovi investimenti produttivi e i CCGT esistenti sono in grado di assumere progressivamente il ruolo di back-up per lo sviluppo delle rinnovabili anche in ottica europea, con lo sviluppo adeguato della rete di trasmissione;
- GAS: è l’opzione a minor rischio nel medio termine che consente il raggiungimento di obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e non esclude il futuro impiego di nuove tecnologie.
L’Italia è il candidato ideale per diventare un Paese di transito per il gas verso l’Europa e per i flussi di energia elettrica con il Sud Est europeo. L’obiettivo di costruire un vero hub del gas non è più rimandabile e lo sviluppo infrastrutturale è alla base della realizzazione di questo progetto di valorizzazione del Paese.
Nel lungo periodo la Strategia Energetica Nazionale dovrà cercare di mantenere sufficiente flessibilità per poter beneficiare dello sviluppo delle nuove tecnologie (competitività delle rinnovabili, disponibilità su scala commerciale della CCS, nucleare) e adeguarsi all’evoluzione dei mercati.






